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Eluana Englaro
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Quando
muori lo decide la chiesa (usando la politica)
Nel medioevo, il fatto dell’interruzione volontaria
della propria vita per entrare nella morte scegliendo il tempo ed il
modo era chiamato “sui homicida” o anche “ipsius homicidium”.
E’ stato l’abate francese Defontaines ad utilizzare per la prima
volta la parola suicidio, dal latino “se coedes” ed inserirla del
Dictionaire de l’Academie. Nella cultura occidentale cristiana, dove
Dio è vittorioso sulla morte, è principio indiscutibile che la vita
deve essere venerata come valore primario, mentre invece la condotta
suicida è sempre immorale e giustificata solo dalla nevrosi o dalla
sofferenza mentale. Questo concetto, espresso dall’ Avv. Bacchiega nel
suo libro “Lineamenti di storia delle religioni” è perfettamente
calzante con il caso di Eluana Englaro che, grazie alla caparbietà ed
al coraggio di suo padre che vuole rispettare la volontà espressa
verbalmente ma purtroppo non scritta di darsi la morte,dovrà avere ancora strascichi
anche politici oltre che etici e morali. Il caso di Eluana riguarda più
di 3.000 famiglie che devono sopportare il peso morale ed economico di
propri congiunti che clinicamente sono morti. La concezione di morte nel
nostro tempo sta assumendo una valenza medica che va al di là della
morte cerebrale. Ormai diversi medici, purtroppo tutti esteri, ritengono
che si debba parlare di morte quando l’individuo non ha più la
speranza di riacquistare la coscienza di esistere. E questo è uno di
questi casi. Ma nonostante ciò la chiesa cattolica si oppone
strenuamente come baluardo moralistico e di tutela della vita. Proprio
coloro che hanno mandato al rogo migliaia di persone e che si sono
macchiati di pedofilia osano fare la ramanzina a questo padre. Si
vergognino. Questi fatti hanno le radici nel concetto di sacro, la cui
parola richiama il concetto di separazione. Nel momento in cui si sono
affermate le religioni monoteistiche l’uomo ha messo al di fuori di sè
il sistema di riferimento che lo legava ai principi naturali. Ha
abdicato a favore di terzi, ovvero a rappresentanti religiosi che fanno
da madiatori con quello che dio avrebbe detto. L’uomo comune ha perso
la propria indipendenza ed è diventato succube di gente che si arroga
il diritto di interpretare fatti morali ed immorali, di separare il
giusto dall’ingiusto. L’uomo è l’unico responsabile della propria
vita e nessuno deve o può dirgli come disporne. Inoltre secondo la
religione cristiana la sofferenza è uno dei momenti più sublimi
dell'esistenza, perché si deve lavare un peccato originale. Per me è uno
dei momenti più brutti per un essere vivente e se dio ha voluto ciò
allora è quanto meno un dio bizzarro. Tenetelo sempre presente prima
che sia troppo tardi e ci sia un Bagnasco, padre di nessuna
figlia, che decida al posto
vostro o lo faccia tramite una pletora di politicanti
ossequiosi.
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