Scrivo questo pezzo in quanto è apparso su un giornale locale una notizia tanto assurda quanto vera che dimostra che l'inquisizione per certi preti dovrebbe essere reintrodotta, possibilmente estendendola agli eretici peccatori. Nel medio evo chiunque poteva essere accusato di stregoneria: vecchie brutte e magari con dei "porri" sul naso o su parti visibili (si diceva che da lì il diavolo succhiasse la loro linfa vitale) ragazze molto belle,che magari suscitavano l'invidia della persona sbagliata, guaritrici che usavano unguenti ed erbe, spesso mal viste dai medici (come oggi..)
Bastava che più disgrazie accadessero in una famiglia..e subito si guardava con sospetto alla vicina d casa, se poi aveva dei gatti... In Europa, dall'anno 1000 fino al 1700, milioni e milioni di gatti (in particolare, quelli neri) vennero massacrati perché ritenute creature demoniache. I gatti, infatti, furono per secoli oggetto di culto da parte dei pagani e, per questo, la Chiesa cristiana pensò, per contrapporsi, di considerarli invece nemici della fede, l'incarnazione del diavolo. In quel periodo nacquero numerose leggende e storie che oggi riterremmo assurde sui gatti, dove però erano sempre visti come mostri malefici e satanici. Persino San Domenico identificò il demonio in un micio nero. Una leggenda molto strana narra che il diavolo costruì un ponte e chiese per sè la prima creatura che lo avesse attraversato, ma un santo, San Cadoco, riuscì ad ingannarlo, dandogli un gatto nero anziché l'essere umano che il demonio avrebbe desiderato possedere.
Il papa Gregorio IX, emanò una bolla con la quale
autorizzava lo sterminio, a nome di Dio, di tutti i gatti neri e non. Così
facendo, ogni "vero cristiano" poteva torturare e uccidere
qualsiasi gatto gli capitasse fra le mani. Gli venivano inflitte le
torture più terribili: scorticati, bastonati, bruciati vivi, addirittura
crocifissi o buttati giù dai campanili delle chiese durante le festività
sacre.
Un'altra assurda superstizione di quell'epoca sosteneva che, seppellendo o
murando vivo un gatto sotto la porta di una casa, ci si assicurava la
solidità delle sue mura (Numerosi gatti sono stati murati vivi anche
sotto la Chiesa di Cristo e la Torre di Londra, in Inghilterra); oppure
un'altra diceva che uccidere un gatto dopo la mietitura era il sistema
migliore per assicurarsi un buon raccolto. Oppure, per salvaguardare il
proprio gregge o bestiame dalle malattie, si doveva bruciare vivo un gatto
e far passare gli animali sul fumo prodotto. La cenere dei gatti bruciati
vivi sulle piazze veniva conservata come portafortuna.
Nel XIV secolo, in una piccola cittadina francese, molte persone vennero colpite da una malattia del sistema nervoso nota come "Ballo di San Vito". Le cause dell'epidemia vennero attribuite ai gatti, e così, tutti quelli che furono trovati in paese vennero arsi vivi nella piazza principale. Da quell'episodio nacque la macabra tradizione di ardere vivi i gatti, che durò fino alla seconda metà del XVIII secolo. Questa tradizione consisteva nel chiudere in gabbiette di ferro, annualmente, tredici gatti e bruciarli vivi, per tutelare la popolazione dalle malattie. Nel XV secolo, il papa Innocenzo VIII dichiarò aperta la caccia alle streghe e, a quei tempi, ogni persona che veniva vista in compagnia di un gatto o nutrire un gatto era accusata di tale crimine.
Moltissime
persone persero la vita e vennero orrendamente bruciate e condannate per
crimini che non avevano commesso. Tempi duri per gli amanti dei gatti.
Si pensava anche che, se sulla pelle dei gattini appena nati non veniva
incisa una croce, quando sarebbero cresciuti si sarebbero trasformati in
streghe, si pensava anche che le donne anziane, di notte, prendessero le
sembianze di gatti neri per succhiare il sangue del bestiame.
I gatti, come già accennato prima con le streghe, venivano condannati nei
modi più crudeli: sospesi dentro canestri di vimini sulle fiamme, buttati
dalle torri.
Nella cittadina di Ypres, addirittura, una festa annuale consisteva nel gettare vivi gatti da una torre; questa tradizione sopravvive ancora oggi, soltanto che, per fortuna, i gatti sono finti. Con simili follie da parte dell'uomo, è incredibile che i gatti, in Europa, non si siano estinti, anche se probabilmente andarono molto vicino all'estinzione. Riuscirono a sopravvivere soltanto grazie alla loro prolificità e all'aiuto dei contadini, poichè le assurde tradizioni di cui abbiamo parlato prima erano diffuse principalmente nelle città. In campagna i gatti godevano ancora della stima di un tempo, perchè continuavano a cacciare topi e altri parassiti proteggendo i raccolti. Personalmente ho due gatti neri: Gastone e Ritalin.
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